Cenni
storici.
Chiamata Hera nell'antichità, mitica dimora del
dio dei venti Eolo, Vulcano è l'isola più meridionale
dell'arcipelago. Ha una superficie di 21 kmq,
470 abitanti ed è separata dall'isola di Lipari
da un canale largo circa 1,6 km. Dal punto di
vista geologico l'isola è formata da 4 vulcani:
Lentia, Vulcano Piano, La Fossa e Vulcanello.
Fin dall'epoca romana dall'isola si ricavavano
legname, allume e zolfo. Lo sfruttamento minerario
si è protratto fino all'epoca dei Borboni.
Dopo la caduta dei Borboni la parte settentrionale
dell'isola fu acquistata dall'inglese Lord Stevenson
che riattivò le miniere e piantò i primi vigneti.
Stevenson fu costretto ad abbandonare l'isola
dopo l'eruzione del 1888. I soli abitanti rimasti
furono quelli delle località Gelso e Piano dediti
all'agricoltura e alla pastorizia.
Vulcanello è una penisoletta sorta in seguito
ad un'eruzione sottomarina unita all'isola principale
da un istmo.
Nella parte nord di questo promontorio si trova
la "Valle dei Mostri", una zona caratterizzata
da rocce vulcaniche alle quali la lenta e continua
erosione provocata dal vento ha conferito forme
grottesche e terrificanti.
La Costiera di Ponente è un susseguirsi di precipizi,
di insenature, di grotte marine.
Nella parte orientale dell'isola si erge una montagnola
di zolfo e di allume, ai cui piedi gorgoglia un
laghetto di fanghi sulfurei efficacissimi per
i loro effetti terapeutici; sulla superficie del
mare adiacente le acque ribollono, a causa della
presenza di emanazioni sulfuree sul fondale con
una sosta nella Grotta del Cavallo, e poi fuori,
per un bagno nella Piscina di Venere.
Vulcano è l’unica isola dell’arco Eoliano che,
assieme all’isola di Stromboli, presenta attività
vulcanica attuale. L’apparato di Vulcano comprende
due crateri attivi: Vulcanello, sorto dal mare
nel 183 a.C. la cui ultima eruzione risale alla
metà del XVI secolo, e La Fossa, il cono principale
nato circa 6.000 anni fa e la cui ultima eruzione
risale al 1894.
Il vulcanismo dell’isola ha avuto inizio circa
100.000 anni fa, dando origine agli strato-vulcani
della parte meridionale dell’isola. |
Il
primo ciclo di attività si concluse con il collasso
della parte sommitale dell’edificio e con la conseguente
formazione della Caldera del Piano, parzialmente
colmata dai prodotti di un’intensa attività che
si sviluppava al suo interno. Successivamente
si formò la Caldera della Fossa all’interno della
quale sorge oggi l’omonimo vulcano.
In età storica (183 a.C.¸ 1550 d. C.) si è formata
la penisola di Vulcanello caratterizzata da un
basamento lavico circolare e da due crateri costituiti
da lave e materiale piroclastico.
Durante l’eruzione del 1739 fu prodotta una colata
di ossidiana che si può osservare sul versante
nordovest della Fossa.
L’eruzione del 1894 diede il nome al tipo di attività
denominata "vulcaniana" e fu caratterizzata
dal lancio di materiali piroclastici con bombe
cosiddette a "crosta di pane". Da allora
è stata osservata soltanto attività fumarolica
dal cono principale. Occasionalmente, nelle fasi
di più intensa energia, ci sono fuoriuscite di
gas a temperature che raggiungono circa 600°-700
°C.
Nella zona del Porto di Levante sono presenti
emanazioni di gas sulfurei bollenti e fumarole
sottomarine.
I caratteri più salienti dei magni di Vulcano
(trachiti, tefriti e rioliti) sono rappresentati
da un elevato contenuto di potassio (K). Le caratteristiche
chimiche delle rocce suggeriscono un’origine profonda
(dal mantello) dei magmi di Vulcano.
Il carattere esplosivo del vulcano espone i suoi
pochi abitanti e i molti turisti d un elevato
rischio. Una eventuale eruzione sarebbe molto
probabilmente caratterizzata da un’esplosione
freatica (causata dall’interazione acqua-magma)
e dal lancio di materiali piroclastici. Da alcuni
anni si osservano periodi durante i quali aumentano
la temperature delle fumarole (da 300 a 700 °C)
e i flussi di gas dal sottosuolo; inoltre si osservano
piccole scosse sismiche, frane, fratture e modeste
deformazioni del suolo. Tuttavia non si registrano
finora segnali di risalita del magma. L’isola
è attualmente in stato di pre-allarme. Le emissioni
gassose vengono costantemente prelevate attraverso
un sistema di centraline realizzato dal CNR. Le
centraline inviano i dati raccolti all’Istituto
di geochimica dei fluidi dell’Università di Palermo.
Periodicamente vengono effettuati controlli delle
deformazioni della superficie delle rocce che
potrebbero essere provocate dal movimento del
magma. Esiste un piano di evacuazione e periodicamente
gli abitanti dell'isola fanno una prova generale
di fuga attraverso il mare. |